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Una Iena, il Viperetta e gli Agnelli: siamo in una giungla, cazo!

E adesso non veniteci a raccontare che Alberto Malesani non aveva ragione: da ieri una Iena di nome Paul Baccaglini è Presidente del Palermo, senza dimenticare la Viperetta Ferrero – patron della Sampdoria – e gli Agnelli – oligarchi del mondo pallonaro e della Juventus -, questo calcio è davvero diventato una giungla! Cazo! Per dirla come l’allenatore veronese. Impossibile dimenticare il suo sfogo (il più celebre dei tanti) ai tempi del Panathinaikos e direbbe:” Tutti a ridere, ma cosa ridete?“. Già, cosa c’è da ridere? Albertone ci aveva davvero preso!

A modo loro, sono tutti e tre Presidenti che spaccano il mondo del calcio, spesso bigotto e tradizionalista. Prendete Paul Baccaglini, nuovo numero 1 rosanero, un ragazzo giovane, italo-americano, conosciuto dal pubblico televisivo come ex Iena e ricoperto di tatuaggi dalle unghie dei piedi ai capelli. E’ l‘ariete della cordata americana sbarcata in Sicilia: insomma il nuovo che avanza. Sfidiamo a dirvi che se non fosse l’immagine di una alleanza importante, difficilmente verrebbe accolto a braccia aperte da Tavecchio e co.

Baccaglini Palermo

Baccaglini ha raccontato la storia del suo ultimo tatuaggio, mostrato fieramente in diretta a tutta la sala stampa: una storia simpatica ma allo stesso tempo fresca. Perchè se è vero che ogni momento importante va tatuato, il buon Paul ci ha messo un giorno (anche meno) a tatuarsi l’aquila rosanero sul cuore. Poi che lo abbia fatto alle tre di notte e lui fosse un in pigiama, sono dettagli di un racconto nuovo e lontanissimo dalle solite e burocratiche vicende.

Parliamoci chiaro, anche Massimo Ferrero detto ‘er Viperetta’ – Presidente della Sampdoria – ha spaccato tutto: tifoseria, SerieA, stampa. Tra chi lo celebra e chi lo insulta, tra chi lo ascolta e chi si gira dall’altro lato quando parla. Ferrero è uno che ha sempre un sacco di cose da dire: un fiume in piena che avrebbe voglia di raccontare i retroscena di un calcio, fintamente, abbottonato. Non si nasconde mai: ricordate la sua esultanza allo stadio durante Samp-Roma? Ecco, detto tutto.

Chiudiamo con gli Agnelli, una vera e propria casta . Quella della famiglia più potente d’Italia è un’epopea che va di pari passo con la storia della Juventus. Sono gli artefici di questo calcio abbottonato che fa trapelare pochissimo dagli spogliatoi, allontanando i giocatori dai tifosi.

In questo senso, anche gli Agnelli hanno  creato una vera frattura. O per dirla alla Malesani, ormai, una giungla. Cazo.

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