I 60 anni del Dio anni '80

“Mi chiamo sempre Evaristo, e ora uso Twitter”

Pubblicato da TheMagicBox il 13 maggio 2016 alle 9:41

Entrare dal portone principale degli dei del calcio è difficilissimo. Diventa impossibile se non hai fatto parte di esaltanti spedizioni mondiali. Eppure Evaristo Beccalossi è da tutti riconosciuto come il più grande numero 10 italiano degli anni Ottanta: classe, genio, imprevedibilità. Poche ore fa il mitico Beck ha spento 60 candeline e noi di SocialFc.it lo abbiamo raggiunto per una chiacchierata che fa bene alla salute, perché parlare con Beck o Becca è come sentire un vecchio amico.

I social network sono un’esperienza molto positiva: in maniera civile si può comunicare tutto. L’ho scoperto da un po’ e su Twitter partecipo, mi diverto.” Tutti hanno ricordi di quel magico ’10’ ed EvarBecca è stato riempito di auguri. Anche dagli amici famosi come Enrico Ruggeri col quale c’è una amicizia salda e che più volte ha cantato le gesta del Beck da ‘Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto‘ (scritta e interpretata prima da Minelli) e soprattutto ‘Il Fantasista‘.

beccalossi ruggeri

Beck ha fatto sognare ma sono diventati sogni anche le sue gesta negative. Ricordate i due rigori sbagliati contro lo Slovan Bratislava? Si, due nella stessa partita, una disperazione per i tifosi nerazzurri. Il comico Paolo Rossi fece un famoso sketch: “Ero incazzato perchè sbagliai i due rigori ma ho accettato il fatto che delle persone li abbiano ripresi per farne qualcosa di positivo. Dalle cose negative si possono ricavare delle positività, e questo mi piace ancora di più.” Proprio domenica scorsa Mbakogu del Carpi lo ha imitato:” Mba chi?” Ha ragione: impossibile paragonarli, scusaci Beck.

I magici anni’80, quelli delle cabine col telefono a gettoni e del calcio romantico. Lontani genitori di un calcio sempre connesso col selfie in tempo reale:” Tante cose si sono evolute, ogni periodo ha la sua storia e le sue regole. E’ un calcio diverso: il calcio degli anni’80 era bellissimo per quegli anni lì e non può esistere un confronto.” Anni’80 che hanno portato in dono la bellissim figlia Nagaja e l’Inter, un amore che scorre nelle vene. Ed ancora oggi quando la ‘squadra delle Leggende nerazzurre’ scende in campo, Beck risponde presente.

NAGAJA

Eppure al frenetico calcio attuale che corre a mille all’ora, manca la cristallina di uno come Beccalossi. Alla sua Inter, all’Italia manca un vero numero ’10’:” Quando ti manca devi fare del gioco di squadra la tua arma. Conte è bravo a trasmettere la voglia di lottare a tutto il gruppo. E l’identità è la caratteristica del calciatore italiano: quando è motivato ha sempre portato ottimi risultati.” Beck e Socialfc.it hanno un amico in comune: l’Uomo Ragno Walter Zenga. Icone di un calcio amatissimo:” Nel calcio non bisogna mai dar nulla per scontato, la Samp era partita per fare certamente meglio. Poi non sta a me dire se l’addio di Walter sia stato prematuro ma non va scaricata la responsabilità solo sugli allenatori. Non è solo quello il problema.

BECK ZENGA

Spegne così le sessanta candeline un grande del nostro calcio, entrato nell’immaginario popolare per essere stato protagonista di alcune splendide battute:” Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto!’ fu coniata dal grande Beppe Viola dopo il famoso derby. Ne fui onorato ma ti fa capire i periodi ed i grandi personaggi.” Gli anni’80. Già.

 

 

Edinet - Realizzazione Siti Internet