Mister Turista

Ferrara scala la Muraglia Cinese. Più facile che allenare in A

Pubblicato da Redazione il 25 ottobre 2016 alle 11:32

Più facile scalare la muraglia cinese che… allenare in serie A. Provate a chiederlo a Ciro Ferrara, la cui nuova vita calcistica è ripartita dal Wuhan Zall, nel sempre più ricco campionato cinese. Tra un allenamento e l’altro, l’ex tecnico di Juventus, Sampdoria e nazionale Under 21 si gode – come spesso accade ai nostri “emigrati” in Oriente (vi ricordate le numerose gesta di un certo Guarin proprio da quelle parti?) – anche un’esperienza da turista, in un panorama unico nel Mondo.

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E così ecco che Ciro Ferrara al fianco del fratello (ed ingegnere elettronico…) Fabrizio e del figlio Paolo, peraltro suo collaboratore anche in campo, si gode le bellezze della Cina ed in particolare una gita sulla celebre muraglia. Una scalata forse più semplice rispetto alla conquista di una panchina in serie A per Ferrara, che ha alle spalle un passato da top player difensivo negli anni ’80 anni e ’90 con le maglie di Napoli e Juventus (al fianco di campioni del calibro di Maradona, Baggio e Del Piero…), ma che da allenatore sinora non ha avuto la stessa fortuna.

ciro-ferrara-col-figlio-paolo-in-campo

Meglio allora godersi le bellezze (e non solo i quattrini…) della Cina: un mondo nuovo, come insegna anche il recente ritorno di fiamma di Marcello Lippi, già allenatore del Ghangzou e ora nuovo ct della nazionale d’Oriente. Senza però mai dimenticare – tra ciotole di riso e ravioli a vapore – anche le specialità italiane, su tutte le pasta, gustata da Ciro insieme al figlio Paolo.

ciro-ferrara-e-figlio-insieme-agli-emigratis

Perché al cuore e soprattutto allo stomaco non si comanda. Ed è bello – alla faccia della muraglia cinese – sentirsi ancora un po’ a casa (basta dare un’occhiata anche al recente blitz dalle sue parti degli “Emigratis” Pio e Amedeo), aspettando magari una chiamata importante in un campionato un po’ più prestigioso, per tornare a competere per lo scudetto – perché no – anche in panchina. E non è certo un addio all’Italia, forse, ma solo un arrivederci per il sempre sorridente Ciro Ferrara.

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