TITOLO PERDUTO

“Raniereide”, l’Italia che vince fuori. La Gazza ne scorda 4

Pubblicato da TheMagicBox il 3 maggio 2016 alle 8:38

E’ scoppiata la Ranieri-mania. Un vero boom, anche troppo roboante per i molti che al 13 luglio 2015 lo davano già per finito, spacciato. Da quando, cioè, assunse l’incarico sulla panchina delle Foxes ed oggi salgono tutti sul suo carro. E’ diventato un eroe da una stagione all’altra, trasformandosi da Tinkerman (colui che aggiusta tutto con poco) a Thinkerman (il pensatore) grazie al più prestigioso dei suoi trofei (oltre a qualche coppa tra Fiorentina e Valencia).
Oggi Claudio Ranieri è l’Italia nel mondo, soprattutto pallonara che certamente non vive un buon momento. Oggi ‘Er fettina’ (soprannome derivatogli dal padre che aveva una macelleria nel quartiere Testaccio a Roma) è il condottiero dei nostri allenatori, grandissimi all’estero ma talvolta dimenticati in Italia.

aggiunta gazzetta

Tecnici ignorati ed i loro successi rimangono ‘sconosciuti’ anche alle più grandi testate giornalistiche del nostro paese. Oggi Walter Zenga, ad esempio, ha postato un elenco stilato da Gazzetta.it, l’Uomo Ragno ha ringraziato Ranieri per il successo e allora dove sta l’errore? Nella graduatoria vengono  dimenticati ben quattro campioni: l’ex centrocampista Beppe Dossena, trionfatore in Libia tredici anni fa; Marco Materazzi che, l’anno scorso nell’indiano Chennaiyin, ha vinto da giocatore-allenatore; Salvatore Nobile, un trascorso da giocatore interista prima di diventare il secondo di Checco Moriero, ha trionfato con l’ivoriana Africa Sports per ben due anni ed in entrambi i casi è stato eletto miglior allenatore della lega. Puff, tutto svanito. Il titolo ‘dimenticato’ più clamoroso però è quello libico 2009-2010, vinto dal globe-trotter Stefano Cusin (spesso secondo di Coach Z) con quell’ Al Itthiad, già trionfatore sotto la guida di Dossena.

stefano cusin

Col passare dei minuti, il sito della rosea ha corretto il tiro aggiornando i dati pur omettendo il secondo titolo di Nobile. Un vero peccato scordare scudetti, partite e storie. Noi di Socialfc.it abbiamo raccolto il racconto proprio di Stefano Cusin, una vita a correre prima sulle fasce laterali del campo da gioco poi intorno al mondo da allenatore. Insomma, un coach con il passaporto sempre in mano che non ha paura della guerra e corre dove lo chiama il pallone; perchè l’Italia, ad inizio 2000, non gli ha più dato spazio, così lui ha iniziato a curiosare tra Camerun, Libia, Emirati Arabi e Palestina, dove divenne campione vincendo la Supercoppa che non si disputava da 15 anni. Conoscendo nuove panchine, nuove culture, nuove vite. Non potrà raccontarvi molto su Vardy, Mahrez e compagni ma volete sapere di quella volta che il suo centrocampista cadde dal bus dei festeggiamenti? O quando metà della sua squadra, durante il Torneo di Viareggio, scappò dal ritiro perchè non voleva tornare in patria?

Sarà affascinante, restate in ascolto.

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