Che nostalgia

Giulio Donati “Master Chef” italiano in Germania

Pubblicato da Redazione il 22 novembre 2016 alle 7:47

Giulio Donati re, anzi “Master Chef”, della cucina italiana in Germania. Il difensore toscano – in forza al Mainz dopo l’esperienza al Bayer Leverkusen – è protagonista in campo nella Bundesliga ma soprattutto… ai fornelli.

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La nostalgia di casa, quando si gioca all’estero, si sente soprattutto a tavola, ed allora che Giulio Donati ha deciso addirittura di preparare la cena per alcuni suoi amici, compagni di squadra e non solo, a Magonza. Zucchine, pomodoro, mozzarella: ingredienti semplici ma ottimi, magari per preparare una buona pizza o una buona pasta, un po’ come ha fatto in tempi recenti un altro “italiano” come Pedro Obiang, oggi al West Ham in Inghilterra.

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Giulio Donati e la cucina, una passione senza fine: ai fornelli ma anche a tavola. Forse anche superiore a quella dello sport, se si pensa che il calciatore ama trascorrere serate di svago, soprattutto cene in compagnia di amici, sia in Germania sia in Italia, come testimoniano i suoi numerosi post su Instagram delle ultime settimane, con un menù davvero variegato.

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Bistecche di carne in terra tedesca, magari con una buona birra o un bicchiere di vino. Buon pesce invece in terra italiana, meglio se ancora in spiaggia durante il periodo estivo: la specialità, questa, più gradita in assoluto a Giulio Donati, che certo durante la sua stagione in Bundesliga non può concedersi troppi “vizi” di mare.

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Un Donati scatenato, comunque, che nelle ultime settimane si è concesso anche un blitz di relax (ed hamburgher…) con l’amico Alberto Paloschi a Londra (sotto il London Eye…), e che – a giudicare dalle immagini – non disdegna neppure i dolci. Bene, bravo bis, caro Giulio Donati. Anche perché mangiare bene vuol dire anche vivere bene. E poi sei un vero campione, perché mantieni una linea invidiabile: forse non è poi così vero che – per giocare a grandi livelli – serva rispettare diete troppo ferree (vi ricordate le tante polemiche per il giapponese Nagatomo?). E allora, a caval Donati, meglio non guardare in bocca…

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